Quando arriviamo al Creek Inn il motel sembra materializzarsi dal buio. E’ una struttura molto carina con le case colorate di giallo disposte a corte intorno a uno spazio centrale che serve anche da parcheggio. Il proprietario ci mette subito a nostro agio ed è prodigo di informazioni sulle bellezze del posto, su dove mangiare, su cosa fare. Sono le 20:30 ed io sono un pò perplesso perchè mi sembra di essere in mezzo ad un deserto e trovare un posto dove mangiare potrebbe essere un problema anche in una grande città.
Comunque la stanza è la numero 8. Scarico le valige mentre la truppa prende possesso degli alloggiamenti. Il tempo di far passare una buriana (incidente a Marta che incoccia con il didietro sullo spigolo del comodino) e si fanno le 9:10. Finalmente usciamo, a piedi. Io sono sempre più scettico ma dopo aver fatto qualche centinaio di metri ci si presenta davanti un variopinto mondo di luci e di casette colorate, di locali con musica dal vivo e bikers che sorseggiano bevande ricorosamente analcoliche ai bordi della strada. Raggiungiamo il Lynns, il ristorante consigliatoci dal proprietario: una sala molto bella e luminosa, in un edificio d’epoca ricostruito dopo un incendio, che più di tutto sembra un’ottima pasticceria. Tra le cose buone assaggiate ricordo senz’altro i gamberoni (freschissimi) passati nella farina di cocco e poi fritti da intingere in una salsa all’arancia e uno splendido cheese-cake. Bambini come al solito soddisfatti a colpi di polpette, patatine e ketch-up.
Torniamo al motel soddisfatti.